Per raccontare la struttura di PianoMirroring possiamo utilizzare l’immagine di un fiore.
Un fiore è composto da quattro dimensioni: il bulbo sottoterra, il gambo, i petali e il profumo che il fiore emana.
1. Il mirroring, il profumo del tuo fiore
Come un fiore, la somma di ciò che sei si sprigiona nel profumo che emani nel mondo. Quel profumo è la tua personalità. Il mirroring individuale è la possibilità di far emergere quel profumo sotto forma di suono.
Attraverso un contatto empatico è possibile captare uno stato cosciente o meno dell’individuo, e trasformarlo in musica sotto forma di composizioni di musica estemporanea, ovvero nate al momento, allineate con il sentire della persona. La musica che ne esce è un’istantanea fluida di ciò che potremmo paragonare al profumo di un individuo, un’emanazione di questo, impressa nella forma musicale. Davanti al partecipante si innalza una sorta di specchio nel quale guardarsi, o meglio, attraverso il quale percepire quel profumo che lo riguarda, ora trasfigurato in una forma musicale.
Tu, però, non sei un fiore, organismo semplice che possiede un solo profumo.
Se una rosa profuma di rosa, e di nient’altro, tu sei un essere complesso, multidimensionale e mutevole. Il tuo profumo non è uno solo, e non è statico, muta nel tempo, a volte anche nel lasso di brevi istanti. Per questa ragione il mirroring di una persona è sempre diverso pur mantenendo delle costanti.
Cogliere il profumo di un individuo, dunque, non significa rinchiuderlo entro una cornice statica, quando piuttosto sondare un terreno in continua mutazione.
2. Il seminario: il bulbo
Il profumo di un fiore ha un’origine, dalla quale dipende la sua personalità: il bulbo sotterraneo nel quale sono contenute le informazioni invisibili che producono il fiore visibile.
Lo stesso vale per te. Andare a guardare il bulbo significa tuffarsi nel mondo simbolico della tua psiche.
Dentro di te, infatti, esiste una rappresentazione di tutto il tuo mondo esteriore, un microcosmo che è a immagine e somiglianza del macrocosmo che vedi fuori.
Il mondo esteriore, infatti, non è che uno specchio di quello interiore.
L’occhio ordinario vede le cose, gli oggetti, e a quelli attribuisce significati suggeriti dai condizionamenti della sua cultura, famiglia, società e mode. Ma quegli oggetti sono simboli complessi.
Durante la notte facciamo sogni in cui gli oggetti della narrazione hanno significati che vanno al di là del senso ordinario. Sognare un cavallo non vuol dire sognare solo un animale, ma un’immagine che racconta qualcosa che non riguarda la sua animalità, ma che racconta della tua vita. Comprendere un sogno significa portare luce sulla propria esistenza.
Durante la veglia, le cose non sono poi così diverse. Tutto ciò che ci accade racconta, come in un sogno, qualcosa che va ben al di là del semplice fatto. Tutto è simbolo, tutto è racconto di qualcosa che sta dietro l’apparenza.
Il seminario è una grande opportunità, quella di interloquire con le idee corrispettive agli oggetti che vedi all’esterno. Questo è il bulbo, il luogo in cui sono contenuti i simboli invisibili dai quali si sviluppa il fiore della realtà.
3. La lettura dei simboli: il gambo
Una volta fatte emergere le informazioni simboliche dall’emisfero destro, queste necessitano di una traduzione; un vettore che conduca i codici sotterranei alla consapevolezza dei petali. Questa fase corrisponde, dicevamo, al gambo, il ponte. Questa è la fase oracolare, ovvero la traduzione in concetti razionali di dimensioni irrazionali.
Per mezzo del gambo, la linfa scorre fin verso i petali, portando le informazioni che diventano profumo. Così è dentro di te.
Un sistema oracolare ti permette di consapevolizzarti sulle informazioni che costantemente scorrono tra il tuo emisfero destro e il sinistro, tra mondo interiore e mondo esteriore.
Si tratta di un momento chiave in PianoMirroring. Tutta la simbologia emersa attraverso la musica trova qui una traduzione che sbalordisce.
4. Il lavoro periodico: i petali
Come un fiore con i suoi petali, anche tu possiedi organi che esistono per manifestare fuori ciò che possiedi dentro di té. Si tratta di cinque petali sono cinque i quali, differenza dei cinque sensi che servono per importare informazioni dal mondo esterno, questi altri hanno lo scopo contrario: portare fuori il tuo mondo interiore.
il movimento corporeo, la tua vocalità, la parola, la capacità di creare immagini e la scrittura.
Queste funzioni espressive non si possono modificare nella loro struttura, ma possono piano piano aprirsi come petali rimasti per molto tempo chiusi, senza forzare ma seguendone il naturale processo di disvelamento.
Nel lavoro di PianoMirroring, il lavoro dell’apertura dei petali avviene per mezzo di incontri periodici, una palestra settimanale di gruppo o individuale nella quale, una volta conosciute le ragioni e la modalità della maggiore o minore apertura dei tuoi personali petali per mezzo del seminario, attraverso la musica è possibile agevolare il loro fiorire, seguendo il naturale ritmo di crescita.